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Farmacia come funziona la riperimetrazione delle zone farmaceutiche operata dal Comune.

Aggiornamento: 15 gen

Ci è stato chiesto di chiarire quando è possibile procedere ad una riperimetrazione delle zone farmaceutiche e quale sia l'ampiezza dei poteri del Comune, soprattutto in coordinamento con gli interessi dei Farmacisti insediati.

Si deve premettere che, ai sensi legge 475/1968, come modificata dal D.L. 1/2012 le zone di collocamento delle farmacie devono essere identificate al fine primario di


"assicurare un'equa distribuzione sul territorio, tenendo altresì conto dell'esigenza di garantire l'accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate".

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Come più volte chiarito dalla giurisprudenza, la liberalizzazione delle farmacie, attuata con il citato D.l. 1/2012, non comporta che il Comune effettui la pianificazione territoriale dando priorità alle zone meno popolate, bensì che realizzi l'obiettivo "di assicurare un'equa distribuzione sul territorio" e, solo in via aggiuntiva (dunque non esclusiva), consideri altresì l'esigenza di garantire l'accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate (cfr.: Cons. Stato, Sez. III, 4.10.2017).

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Dunque, il criterio principale cui la pianificazione delle farmacie deve ispirarsi è quello dell'equa distribuzione territoriale delle stesse, mentre il criterio dell'accessibilità assume valenza integrativa e aggiuntiva.