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Srl e Farmacie: Contributi INPS sugli Utili "Fantasma"

La Cassazione 2026 apre un fronte decisivo per i soci lavoratori nella farmacia Srl


Il panorama previdenziale per i soci di S.r.l. — con particolare riferimento per quel ci riguarda al settore delle Farmacie— attraversa una fase di profonda ridefinizione. Con l’ordinanza interlocutoria n. 5476 dell'11 marzo 2026 e la 8570/2026, la Corte di Cassazione ha elevato la questione a rilevanza nomofilattica,


Il Nodo: Contributi su Ricchezze mai Percepite

Il problema colpisce i soci lavoratori iscritti alla Gestione Commercianti INPS. L'Istituto, negli ultimi anni, ha preteso il pagamento dei contributi a percentuale calcolati non solo sullo stipendio, ma anche sugli utili accantonati a riserva dalla società.


Si configura così un paradosso finanziario: il socio si trova a dover versare contributi su somme che restano nel patrimonio della S.r.l. e di cui non ha la disponibilità materiale.

Le Tesi a Confronto: principio di Cassa contro la Posizione INPS


La contribuzione è un obbligo di legge indisponibile. Gli utili non distribuiti non entrano nella sfera economica del socio, tesi seguita dalle società,

Ma L'accantonamento a riserva potrebbe avere finalità elusive ed allora cosa si intende per principio di cassa per cui si contribuisce su ciò che si percepisce.?


Ed infatti l’INPS tende ad ampliare la base imponibile mentre i contribuenti contestano l’inclusione di redditi non effettivamente percepiti

Il Caso Specifico delle Farmacie: Il Doppio Binario INPS-ENPAF


Nelle Farmacie organizzate in forma societaria, la complessità raddoppia. Il farmacista è già tenuto alla contribuzione ENPAF. Tuttavia, se partecipa al lavoro aziendale in modo abituale e prevalente, scatta l'obbligo di iscrizione all'INPS Gestione Commercianti


In questo scenario, la pretesa dell'INPS sugli utili non distribuiti diventa un onere importante, che va a sommarsi a una pressione previdenziale elevata.



Il Conflitto tra Soci: Un Problema di Diritto Societario


L’incertezza normativa può alimentare tensioni interne alla compagine sociale e la scelta di non distribuire utili non è più neutra e può determinare un vantaggio finanziario per la società ma un costo personale per il socio lavoratore (contributi INPS).


Alla luce di questo scenario la delibera di accantonamento utili non è più solo una scelta gestionale ma può incidere direttamente su: patrimonio personale dei soci e equilibrio tra maggioranza e minoranza

Il contrasto può sorgere tra:


1. L’Interesse della Società (Maggioranza): Trattenere gli utili per investimenti (es. automazione magazzino, nuovi servizi).


2. L’Interesse del Socio Lavoratore (Minoranza): Ottenere la distribuzione per coprire gli esborsi INPS o evitare di pagare contributi su somme "virtuali".


Assume quindi centralità la documentazione societaria poiché é essenziale dimostrare perché gli utili non sono distribuiti e sopratutto che la scelta è giustificata da investimenti in equilibrio finanziario, e ciò é rilevante sia contro l’INPS sia nei rapporti tra soci.


Rimedi Legali e Strumenti di Tutela dei soci di minoranza

Per gestire questo squilibrio, il diritto societario e la pratica contrattuale offrono diverse soluzioni:

Si pensi all’Azione per Abuso di Maggioranza:

Qualora la mancata distribuzione sia sistematica, priva di giustificazione economica e volta solo a danneggiare il socio di minoranza, la delibera di assemblea può essere impugnata.


Patti Parasociali: Lo strumento più efficace. È possibile sottoscrivere accordi che obblighino la società a distribuire una quota minima di utili (es. 30-50%) sufficiente a garantire ai soci la liquidità per gli oneri fiscali e previdenziali.


Clausole Statutarie di Riequilibrio: Inserire nello statuto meccanismi di distribuzione condizionata, che tengano conto del carico contributivo gravante sui soci lavoratori.


Questi sono “rimedi” interni di diritto societario da coordinare con la


Gestione del Contenzioso INPS:


Alla luce dell'ordinanza 5476/2026, i soci potrebbero oggi chiedere la sospensione dei giudizi pendenti o impugnare gli avvisi di addebito eccependo la mancanza di un reddito IRPEF effettivo in attesa della soluzione definitiva della vicenda.



Conclusioni Operative possibili


L'attesa per la decisione definitiva della Cassazione non deve tradursi in inerzia. Le società e i soci possono avviare una serie di attività volte a monitorare gli accantonamenti e documentare analiticamente le ragioni degli investimenti, valutare o revisionare patti e statuti per prevenire liti endosocietarie, e contestare tempestivamente le pretese INPS che non rispettano il principio di cassa.


La gestione degli utili non è più solo una scelta di bilancio, ma una variabile strategica che incide direttamente sulla stabilità patrimoniale dei soci.


Nelle farmacie organizzate in forma di Srl, gli utili non distribuiti rappresentano quindi uno strumento fisiologico di gestione, ma allo stesso tempo costituiscono oggi il principale punto di frizione tra disciplina fiscale, obblighi previdenziali e rapporti tra soci.


Diritto per la Farmacia

Avv Aldo Lucarelli









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