Farmacia, quale è il ruolo del Comune nel trasferimento?

Il trasferimento della Farmacia, atto discrezionale del titolare.

In tema di trasferimento della propria farmacia vale il principio secondo cui il farmacista è sostanzialmente libero di spostare la propria sede all’interno della zona di pertinenza ed i titolari delle zone contigue non hanno tutela salva la distanza minima obbligatoria del rispetto dei 200 metri” (Cons. Stato, Sezione III, 6.8.2018 n. 4832). Tutt’al più, oggetto di verifica ai fini dell’autorizzazione del trasferimento è che il luogo ove la farmacia viene trasferita soddisfi le esigenze degli abitanti della zona (cfr. C.d.S., Sez. III, 19.6.2018 n. 3744). Ma se il Comune nega l'autorizzazione? La giurisprudenza ha affermato l’obbligo di comunicare le ragioni ostative all’accoglimento delle istanze, secondo la regola sancita dall’art. 10 bis della L. 241/1990, nei procedimenti ad avvio di parte, tra cui rientra anche la richiesta di autorizzazione al trasferimento dei locali della farmacia (Consiglio di Stato sez. III, 14/09/2021, n.6288). Da qui l'importanza della comunicazione del preavviso di rigetto, elemento fondamentale per procedere al dialogo con l'amministrazione comunale. Quindi il trasferimento di sede farmaceutica costituisce il risultato di un procedimento amministrativo caratterizzato da profili di ridotta discrezionalità amministrativa, la quale deve esprimersi in ordine alla sussistenza di particolari condizioni oggettive e dimostrate che ostacolino la fruizione del servizio da parte della popolazione interessata e con particolare riferimento all'idoneità dei locali e al limite delle distanze. In materia vige, in linea tendenziale, il principio della libera scelta del farmacista in ordine all'ubicazione del proprio esercizio all’interno della sede di pertinenza, qualificandosi l'autorizzazione al trasferimento come provvedimento rivolto alla rimozione di un limite imposto dalla legge all'esercizio di un diritto.


ù Pertanto, la discrezionalità amministrativa non si estende ad alcun apprezzamento delle ragioni sottese alla scelta imprenditoriale, limitandosi solamente a verificare l'inesistenza di cause ostative al servizio in favore dell’utenza (cfr. ex multis, Consiglio di Stato, sentenze n. 5993/2011, n. 3210/2012, n. 5480/2014).



Una volta individuate le sedi farmaceutiche (gran parte delle amministrazioni hanno provveduto a farlo in occasione del concorso straordinario) la valutazione comparativa dell’interesse pubblico a soddisfare le esigenze degli abitanti della zona non può ignorare l’interesse privato di natura imprenditoriale, alla stregua dei principi costituzionali di libertà d'iniziativa economica e di concorrenza. L'eventuale diniego si giustifica, dunque, solo in situazioni particolari, ad esempio quando la collocazione prescelta, nell'ambito di una zona territorialmente molto vasta, risulta mal accessibile alla maggior parte dell'utenza della zona stessa (Consiglio di Stato sez. III, 19/06/2018, n.3744) La stessa individuazione delle sedi rappresenta una forma di idoneo soddisfacimento dell’interesse pubblico alla capillare distribuzione del servizio nel territorio, salvo particolari esigenze legate alla conformazione del territorio e alla situazione demografica che vanno espressamente motivate. Seguici Sui Social Il Comune quindi manterrà un ruolo di regolatore della pianta ma la propria discrezionalità dovrà essere bilanciata con l'interesse imprenditoriale del Titolare di Farmacia.

Contattaci Senza impegno per un Tuo caso Rimane però da precisare che il farmacista vanterà un vero e proprio diritto al trasferimento della sede all'interno della zona assegnatagli, e quindi ove si tratti di città, all'interno dei confini di riferimento. Vi sono stati casi in cui nelle città di vaste dimensioni la Commissione di vigilanza nominata, abbia eccepito la modalità di installazione dell'insegna, o l'apertura di una vetrina in una zona ad angolo che andava ad "invadere" il territorio di altra sede.


Ove invece si tratta di paesi di modeste dimensioni i problemi che abbiamo riscontrato attengono al decentramento, alla distanza dal centro, alla viabilità verso la nuova sede, e soprattutto alla raggiungibilità della nuova sede che spesso è piu' funzionale piu' grande ma installata su zone ad alta viabilità tranviaria, vicino alle strade principali, e quindi meno raggiungibile dalla popolazione a piedi.


Attenzione quindi ai mezzi di trasporto pubblico, alla mappa della città, ed agli orari degli autobus!


Se hai un tuo caso, o un caso particolare segnalacelo.


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Avv. Aldo Lucarelli In tema di trasferimento della propria farmacia vale il principio secondo cui il farmacista è sostanzialmente libero di spostare la propria sede all’interno della zona di pertinenza ed i titolari delle zone contigue non hanno tutela salva la distanza minima obbligatoria del rispetto dei 200 metri(Cons. Stato, Sezione III, 6.8.2018 n. 4832).

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